SE SCAPPI TI SPOSO

se scappi ti sposoDall’inizio dell’anno ho letto più o meno venti libri.

Tutti davvero interessanti. In particolare mi ha colpita Luca Bianchini, che in un passo di “Io che amo solo te” scrive: “…amore è soprattutto non rompere”.

Se potessi gli conferirei la Presidenza del Consiglio, tanto alla fine, da li ci passano più o meno tutti, una volta all’anno.

Amore, quindi come capacità di darci un taglio, di astenersi, di andarsene, di non insistere e soprattutto di non fare il resoconto negativo della giornata, quando anche tu alle 18.00 vorresti pianificare una fuga in un luogo lontano dall’Inps e dagli obblighi e dai “così non si fa”.

Ma torniamo a noi.

Vi ricordate il celebre passo del copione “Ci stiamo lasciando- o meglio-ti-sto-scaricando-ma-lo faccio-con stile-così non ti accorgi- che-sono-stato/a-pessimo/a”?

Quello che in genere si conclude con un bel “Ti amo ma non posso, oppure ti amo, sei la donna/uomo della mia vita, ma magari nella prossima?”.

Beh, potrebbe essere completamente stravolto dalla Philofobia, che non è l’allergia ai libri, bensì dalla paura di amare!

Esiste, e quanto pare, noi 30enni potremmo esserne affetti inconsapevolmente.

Che ci crediate oppure no, questo potrebbe mettere un bel “Happy end” nei finali delle vostre tormentatissime storie d’amore 2.0.!

Oppure potresti ribaltare lo stesso il finale convincendovi che voi siete perfette/i ed è stato lui/lei ad aver perso un gioiello come voi!

L’auto convincimento funziona sempre.

Mi ricordo di un ragazzo che una volta mi disse, ma secondo te perché le donne hanno sempre bisogno di darci degli stronzi quando finisce una storia? Avrei voluto dirgli perché tu lo sei, ma ho fatto un fioretto di non belligeranza e quindi gli ho parlato della storia dell’auto-convincimento e gli ho fatto un discorso condito con parole tipo zen, armonia, autostima. Alla fine era un po’ confuso, ops!

Comunque se volete saperne di più, vi consiglio di cercare Vero Salute di questo mese, ho scritto un bell’articolo alla” se scappi ti sposo” che potrebbe tornarvi utile.

Piccola postilla, sappiate però che sei lui sbaglia il vostro nome, come è successo anche a me ed alcune amiche, non vi ama così tanto da essere confuso, e no, non è neanche il vostro profumo o la gonna con spacco a mandarlo in visibilio.

Si tratta solo e semplicemente di uomo Esselunga, ovvero, finito uno, avanti il prossimo, graziee…..chi tocca???

Lì per lì, potrebbe sembrarvi davvero di cattivo gusto, ma se la racconterete al bar la sera, otterrete un gran successo.

Io torno al mio libro, a proposito, lo sapete che esce a settembre??!

Eccolo qui il link, finalmente, Papà mi presti i soldi che devo lavorare?

Ci vediamo a settembre in libreria!

Alessia

 

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UOMO PARLA, È GRATIS

Verona, 2/03/2014

imagesHo deciso, cambio il nome del mio blog. Basta Amore ai tempi dello stage. Rivogliamo l’amore ai tempi del telegrafo, o al massimo dei telegrammi.

Basta sms, whatsapp, chat, solo e semplicemente parole, quelle vere, quelle dette, non quelle che bisogna dedurre da un comportamento, da una “sparizione”.

Scorro gli status su Facebook, questo potenze mezzo di….non comunicazione. Sì perché adesso basta mettere uno status infelice per far capire alla persona amata/desiderata/ sperata/odiata ciò che si prova.

Non va di moda andare li e dirgliene quattro. Non è carino cercarlo e dirgli/le :”Ehi scusa, ma che ti succede?”oppure, peggio ancora:”Ciao, sai, mi manchi”.

Questo in amore come in amicizia, giochiamo al risparmio, do meno e soffro meno. E se proprio resta un po’ di sofferenza la si affoga nell’alcool. Parlo così ma non sono meglio degli altri.

Lo ammetto, neanche io sono il mago delle spiegazioni. Anzi. Una volta ero seriamente convinta che si dovesse sempre dire la verità. E allora che ho fatto? Di fronte ad un “mi piaci” ho risposto :”A me no. Ma non perché sono appena uscita da una storia, visto che il mio ultimo incontro ravvicinato con il genere maschile risale ai tempi del governo Prodi, proprio perché sono sicura che è un no.”

La sua risposta fu allucinante.

“Ma non potevi dirmi che eri confusa, oppure tirarmi fuori”un ti amo ma non posso?, sarebbe stato meglio”.

E allora ho deciso di seguire la massa, dandomi alle sparizioni, ai forse sì, forse no, ai “vediamo come va ma tanto alla fine non va”, così per temporeggiare.

Al tempo stesso io non posso proprio lamentarmi. Mesi fa ho offerto in sacrificio il principe azzurro in cambio della pubblicazione del secondo libro con la Feltrinelli, e siccome uscirà quest’anno, ormai non posso più ritirare l’offerta.

Certo è che ci manca l’uomo vecchio stile, quello che, diciamocela tutta aspetta che entri in casa alle 4 di mattina, quello che ancora ti offre la cena anche se tu guadagni più di lui, non dice venti bestemmie al colpo, ma soprattutto chiede come va perché vuole veramente saperlo.

Un modo come un altro per dire ci tengo a te. Ora facciamo un gioco, quante volte dal 1 gennaio 2014 avete detto ci tengo a te qualcuno? Uomo, donna,cugino, fratello che sia? 1, 2, 10, 20, abbastanza? Forse siamo ancora in tempo per rimediare allora.

Non credo che domani metterò in pratica ciò che ho scritto, magari non ci penserò nemmeno più, ma ciò che è certo è che la domenica mattina resto sempre allibita di fronte agli status sconfortati delle donne, e il sabato sera mentre sono bagno ascolto i loro discorsi. Ormai riesco persino a leggere le labbra delle donne sedute al bancone del bar, che ovviamente stanno parlando di…uomini! Sì, lo so, starete pensando che sono una stalker, no, sono solo una quasi giornalista, “deformata professionalmente” che ama osservare la vita e capirla.

Comunque tornando a noi, uomo, molla la birra, vai e parlale, l’alcool e gli amici possono aspettare e lei, si è già rifatta il trucco 20 volte, si è messa talmente tanta terra addosso che sembra appena tornata dal deserto. No, non ti serve un Mojito per dirle ciao. Oppure dille che sei confuso, ma di qualcosa. C’è crisi, si, ma puoi ancora parlare, è gratis, te lo assicuro.

SE LO PUOI SOGNARE LO PUOI FARE

Vero 1Negli ultimi mesi ho visto girare  su Facebook un post molto carino intitolato “Se il piano A è fallito, l’alfabeto ha altre 25 lettere. Rilassati”.

Ecco perché ho deciso di darmi all’alfabeto cirillico, ho esaurito tutte le lettere ivi compreso X, Y, Z.

Nei prossimi mesi ho deciso di avere un solo ed unico piano, farmi coinvolgere dai sognatori e da coloro che credono ancora che tutto possa essere possibile.

Una volta un’amica mi disse” Alessia, è arrivato il momento di guardare le cose in faccia. Ma cosa vuoi fare, mica hai una laurea in marketing, non ce la farai mai”.

Non ho mai più frequentato questa amica, ovviamente.

Mi resta però un quesito:”A questo punto perché non prendersi una laurea anche per baciare, respirare, mangiare, dormire, vivere?”

In fondo chi è che sicuro di star facendo bene tutte queste cose se non si ha un prestigioso certificato che possa attestarlo?

Ho visto troppi film? Secondo me no, ho respirato pure troppa, inutile realtà. Proprio perché ci credo veramente che ho deciso di scrivere un articolo dedicato ad Enzo Ferrari: “Se lo puoi sognare, lo puoi fare”.

Basta ispirarsi a Steve Jobs, abbiamo ottimi esempi anche qui, potremmo dare il massimo, se solo ci lasciassero “rompere le righe”.

Sapete che ogni anno centinaia di persone spendono cifre non indifferenti  in corsi di Automotivazione, Autostima, Autoconvincimento e poi che fa?

Quando trova qualcuno che crede da morire in ciò che vuole fare gli spezza le ali. Sapete perché questo succede?

Hanno paura, fottutamente paura che voi possiate farcela perché poi non avranno più scuse per non darsi da fare.

Sognare costa fatica ragazzi, e la disillusione può veramente far male, quindi lungi da me dal giudicare.

Proprio perché lo so cosa vuol dire domani sera, quando inizierà ufficialmente l’amato week-end, farò un brindisi silenzioso a tutti coloro che sognano e che alla fine non sfondano, perché in fondo hanno pensato solo a godersi il viaggio e non la meta.

Da loro posso solo imparare e voglio solo imparare per un 2014 fatto di incontri entusiasmanti e di idee folli.

Alessia

“MAMMA NON SAI COME CI SENTE A ESSERE ODIATI”

Vero salute BullismoVerona, 23/12/2013

Avete mai letto il libro Bel Ami di Guy De Maupassant?

Oppure avete visto il film con Robert Pattinson?

Ecco, ogni volta che arriva il 22 del mese  mi sento come Bel Ami al suo primo giorno di lavoro.

Corro avanti e indietro, attendo che aprano le edicole e corro dal giornalaio a chiedere ” Sai se è uscito Vero Salute?”.

Strano direte voi, emozionante rispondo io. Ho pubblicato 12 articoli negli ultimi 8 mesi eppure l’emozione è sempre la stessa.

Collaborare con una rivista non ti rende ricco, né in Italia né all’estero, ma la gioia di vedere i proprio pensieri trasformati in parole, nero su bianco, è qualcosa di impagabile.

Questo mese, ho trovato ben 5 miei articoli pubblicati sulla rivista. A pagina 20, pagina 24, poi a pagina 28 e infine a pagina 86 e 100.

Ho pensato al mio nome scritto in cima all’articolo e alle email di amici che si sono complimentati con me e mi sono ricordata della mia professoressa di italiano che mi metteva sempre 5 nei temi, alla quale devo il mio sconsiderato amore per i libri, per la lettura e la scrittura.

Grazie a tutte le giovani psicologhe che hanno collaborato!  Chiudo il 2013 con un po’ di ottimismo, nella speranza che il prossimo anno ci riservi qualche possibilità in più e un futuro roseo fatto di “Yes, we can!”

Un abbraccio e buone feste

Alessia

 

 

Amore 2.0: due cuori e un biglietto del treno

Amore a distanza VeroC’era una volta una cena a Dublino.

A questa cena erano stati invitati ragazzi di nazionalità diverse accomunati da un solo obiettivo: apprendere l’inglese e divertirsi tanto. A questa cena si mangiarono cose orrende, cucinate da ventenni alle prime armi, si beveva molto vino comprato da ventenni anche troppo esperti.

Si dissero molte cose quella sera, alcune comprensibili solo dagli innamorati, che non hanno bisogno di parole.

A quella cena era stato invitato un ragazzo tedesco e un giapponese. Nessuno dei due parlava una lingua diversa dalla sua. Non si sa come, strinsero amicizia e iniziarono a divertirsi. Complice l’alcol, l’allegria, la gioventù, a quella cena nessuno si sentiva lontano e nemmeno fuori posto.

Penso spesso a quei due ragazzi, se la politica fosse una cena di giovani interessati solo a vivere in armonia la parola guerra non esisterebbe. Ma torniamo a noi. Ho visto un tedesco e un giapponese parlare. Ho visto una finlandese sposare un marocchino,  e un napoletano innamorarsi di un’americana.

Non sappiamo se staranno insieme per sempre, ma sappiamo che ci stanno provando.

Proprio perché credo fermamente in quella cosa chiamata amore, che si scatena quando due persone si piacciono (cosa rara) e vanno nella stessa direzione ,che ho deciso di dedicare l’articolo di questo mese su Vero Salute agli amori a distanza intitolato “Due cuori e un biglietto del treno”. Che ci crediate oppure no, sappiate che si può.

Basta volerlo. Come tutto del resto!

Se volete conoscere la mia “ricetta” vi basterà comprare una copia del giornale! A proposito questo mese dopo appuntamento con un secondo articolo” Il coraggio di essere felici”. Insomma due piccioni con una fava, o meglio con un euro !

Mantova. PresentazionePrima di salutarvi volevo ringraziare Roberto Baldini e Roberta De Tomi per la loro gentilezza e l’entusiasmo contagioso che ha caratterizzato il nostro sabato mantovano. Non è facile organizzare un incontro fra scrittori e voi siete stati a dir poco perfetti!

Grazie anche alla Dott.ssa Anderloni, alla sociologa Masotto, alla Dott.ssa Silvia Cenci. E’ stato un piacere lavorare con voi per Vero Salute.

Grazie anche a Mirko Riboli per le magnifiche fotografie dell’evento.

Ci si vede a Bergamo il 15 novembre per un incontro dedicato alla questione giovani e lavoro e a Mantova il 30 ottobre alla Feltrinelli! Poi….ho in serbo alcune sorprese per i prossimi eventi, ma non posso dirvi tutto ora!

A presto!

Alessia

 

IL PIACERE DELL’ATTESA

Calici“Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto.

Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un’unica ora ci può sembrare un’eternità, ed un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quell’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.”

Ve la ricordate la piccola Momo? La famosa bambina che lottava contro i Signori grigi interessati solo ad impadronirsi del tempo degli uomini? Correva l’anno 1973 e Michael Ende si preoccupava del tempo che sfugge e degli attimi di felicità.

Quarant’anni dopo. Se questa crisi ci ha portato via molto in termini in economici, credo che ci abbia restituito il senso dell’attesa, Nell’epoca del tutto e subito e del carpe diem assoluto c’è ancora chi decide di non salire su tutti i treni in partenza e preferisce assaporare il gusto delle piccole conquiste quotidiane.

Correva l’anno 2004 ed io oltre allo studio avevo cinque lavori, si avete sentito bene, cinque lavori extra. Facevo la promoter, la cameriera, l’impiegata, la hostess e la cassiera. Non ho mai frequentato l’università, studiavo a casa da sola e ripetevo davanti allo specchio le pagine dei libri. Non avevo tempo, dovevo accumulare.

Cosa? Soldi! Soldi per partire, io dovevo andarmene. Non mi riconoscevo più in quelle strade e nelle miei amicizie. Loro parlavano ed io non le sentivo. Ricordo solo l’ultima sera mentre la musica rimbombava nelle casse assieme ai loro racconti ed io con quel mojito in mano non facevo altro che ripetermi “C’è qualcosa di più e voglio scoprirlo”.

Ho dovuto attendere cinque anni per partire. Avevo fatto un primo tentativo a sedici anni quando cercai di convincere mia mamma a mandarmi in Germania a fare la gelataia. Non c’era niente da fare, per lei ero troppo piccola. Io invece scalpitavo. Le mie gambe si muovevano forsennatamente sotto i banchi di scuola. Non c’era verso, io sapevo solo vivere in movimento.  Cinque anni dopo lasciai il mio lavoro sicuro e ben pagato e me ne andai in Spagna. “Tranquilla mamma è solo per sei mesi”. Tornai dopo cinque anni e dopo aver vissuto in sei Paesi e viaggiato passando per tre continenti.

Perché vi racconto tutto questo? Perché quest’estate ho imparato ad apprezzare il tempo e le emozioni in sordina.

Ho imparato a leggere un libro senza aver fretta di arrivare all’ultima pagina, ho guardalato un film sperando che non arrivasse mai la fine, ho assaporato il piacere di sedermi su un balcone con un bicchiere di vino e un panino desiderando che quella serata non finisse mai.

I giorni dell'abbandono_ VeroHo atteso il 22 agosto perché uscisse il mio articolo sul mensile per il quale scrivo e non l’ho rimesso in borsa. Mi sono seduta, ho ordinato un caffè e ho letto.  Per mesi ho maledetto il mio tempo libero, perché la disoccupazione ti manda in tilt e ti fa sentire inutile. Oggi, mi ritrovo con gli stessi pochi euro nelle tasche ma consapevole che in questi due anni non mi sono fatta mancare nulla…in termini di emozioni ovviamente. Ho viaggiato e ho osservato, ho ascoltato le persone e ricominciato a fare loro domande. Ho rinnovato la mia curiosità di bambina e ho amato questo mio tempo a disposizione e la mia libertà.

Ed è con questo spirito che affronterò il mio ultimo viaggio estivo, verso la Basilicata dove mi attende il Festival delle Arti Umanistiche PSI.SO.FI. di Potenza il 1° settembre. Non so se viaggerò sola o in compagnia, so solo che voglio mettermi su un autobus e percorrere quelle strade aspettando il tramonto e guardando fuori dal finestrino, con la canzone giusta al momento giusto.

Questo libro mi ha fatto un grande regalo. Grazie a lui quest’anno ho visitato posti sconosciuti del Belpaese che nonostante tutto, fa ancora sognare. Ed io ora penso solo a godermi il viaggio…quel che sarà, sarà.

Buon ritorno cari lettori.

Alessia

COCCOBELLO SIGNORI, SOLO 9 EURO!

Chiuso peCari lettori,

eccoci qui all’ultimo post prima delle vacanze estive…eh già perché andrò in vacanza anche io! O meglio domani, se faccio in tempo a finire queste benedette valigie.

Campeggio nel Conero, con la stessa tenda del viaggio della maturità. Passano gli anni, le teste restano le stesse.

Penso però che mi pagherò il soggiorno vendendo le copie del mio libro sulla spiaggia. Richiamerò l’attenzione dei bagnanti urlando” Cocco bello signori, solo 9 euro, letture a 9 euro…aiutiamo la scrittrice emergente”.

La cosa peggiore è che ho davvero il coraggio di farlo….non vedo l’ora!

A proposito in questi giorni sono uscite alcune recensioni/interviste davvero carine. Vi allego i link.

Cultura e culture

Leggere Fantastico

Chicchi di pensieri

Tafter

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Vero salute recensioneDulcis in  fundo lei, la mia terza recensione cartacea pubblicata su Vero Salute di questo mese!

Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi e le ragazze che mi hanno intervistato e hanno segnalato il mio libro, solo grazie a voi e al vostro passaparola può andare avanti questo sogno.

Ne approfitto per ricordare agli uomini che quando vi chiediamo di essere virili non intendiamo entrare al bar in stile Tony Manero emettendo rumori che sembrano provenire dalle caverne.

Vi chiediamo semplicemente tra una vostra rispettabilissima foto su Facebook, un post su Twitter e un mi piace alla tipa con la quarta di reggiseno di essere in grado di discutere.

Con tanto amore e affetto il vostro comitato Donne Dajéchehaiquasi40anni 🙂

Buone vacanze a tutti!

Alessia Bottone