Non amarmi, ti prego non amarmi

3Verona, 16/12/2013

“Sai, penso che tu mi piaccia!”

“No, ti prego, dimmi che non è vero! Io non voglio piacerti! Ho fatto di tutto per non piacerti!”

Essere donne nel 2013 può essere davvero complicato, e questo lo sappiamo già.

Quello che nessuno vi ha detto è che può costarvi molto caro!

Perché?

Ve lo spiego subito! Quando piaci ad un uomo (o surrogati) questi si aspetta da voi una certa complicità.

Si sente subito a suo agio, sente di potersi esprimere liberamente e quindi non si pone nessun tipo di problema.

Analizziamo gli aspetti principali dell’appuntamento 2.0.

Conto: rigorosamente alla romana. Non pagano! L’uomo moderno ti risponde: “C’è la crisi!”.

Sms notturni: Non scherziamo proprio,  a loro non sono mai piaciuti, perché mai sforzarsi??

Consulenza psicologica: Ore ed ore di racconti su come lo hanno trattato le donne negli ultimi anni.

“Mi ha scritto così secondo te cosa vuol dire?” Che devi annà a…..

Consulenza lavorativa: “Non è che avresti dei contatti? Riesci a far girare il mio cv? Mi aiuti ad andare da Maria De Filippi. Vorrei pubblicare un libro, mi dai una mano?” .

Non osare lamentarti donna, a me è capitato pure uno stagista che si era dimenticato i soldi e ho dovuto pure pagargli il panino altrimenti non saremmo usciti vivi dal Kebabbaro di turno.

Richieste di soldi: “Quindi ti stai mangiando tutti i tuoi soldi da sola?”.

Tutti, quali? Quelli che ho guadagnato al call-centre? Ho pubblicato un libro, non ho vinto “Chi vuole essere milionario?”.

Colloqui di lavoro:” Quindi hai viaggiato, parli troppe lingue, stai pubblicando il secondo libro e hai vissuto in sei Paesi del mondo? Mi spiace, credo che tu non sia gestibile, sei troppo per me”.

(Ricordate donne, il primo appuntamento è come un colloquio di lavoro, giocate al ribasso, glissate in merito alle vostre esperienze, lasciategli pensare che negli ultimi 20 anni vi siete dedicate solo all’uncinetto! e nascondete la laurea, mi raccomando)

Sintassi e grammatica: “Alessia, io credo che il tuo problema risieda nel fatto che parli in modo ‘troppo tecnico’ “.

“In che senso? Perché uso i congiuntivi vuoi dire?”.

Addii: “Sei una maleducata, non rispondi nemmeno su Facebook.Sparisci, non voglio più averti fra i miei contatti”.

“Ma veramente mi hai aggiunto tu. Tra l’altro mi hai chiamato moretta sexy. So che in televisione non si vede, ma sono bionda e sono alta 1.58 “.

“Non importa sparisci lo stesso”.

Rimorsi:” Io credo che tu stia sfruttando la crisi. In che senso? Hai sfruttato i poveri precari italiani facendoti raccontare le loro storie. E quindi? E quindi hai pubblicato un libro. E quindi? Ora ne pubblichi un secondo. E quindi? E quindi sfrutti la crisi e la gente?”

Un ragionamento che fila direi.

Meno male che non ho fatto altro! E se fossi diventata milionaria? Mi avrebbero lapidata!

Alla fine di un appuntamento mi ritrovo ad aver pagato il conto, ad aver ascoltato la storia della sua vita e a sentirmi dire”Bottone, ci sentiamo”.

Tutto questo succede perché gli piaccio, e se non gli piacessi?? Mi scaglierebbe contro una bomba a mano.

Ecco perché in genere mi auguro sempre di non piacergli, anzi, spero proprio che mi odi, così almeno, nonostante tutto, potrò dire di essere riuscita a tirargli fuori un po’ sentimento, qualunque esso sia!

Buonanotte  🙂

Alessia

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