IL PIACERE DELL’ATTESA

Calici“Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto.

Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un’unica ora ci può sembrare un’eternità, ed un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quell’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.”

Ve la ricordate la piccola Momo? La famosa bambina che lottava contro i Signori grigi interessati solo ad impadronirsi del tempo degli uomini? Correva l’anno 1973 e Michael Ende si preoccupava del tempo che sfugge e degli attimi di felicità.

Quarant’anni dopo. Se questa crisi ci ha portato via molto in termini in economici, credo che ci abbia restituito il senso dell’attesa, Nell’epoca del tutto e subito e del carpe diem assoluto c’è ancora chi decide di non salire su tutti i treni in partenza e preferisce assaporare il gusto delle piccole conquiste quotidiane.

Correva l’anno 2004 ed io oltre allo studio avevo cinque lavori, si avete sentito bene, cinque lavori extra. Facevo la promoter, la cameriera, l’impiegata, la hostess e la cassiera. Non ho mai frequentato l’università, studiavo a casa da sola e ripetevo davanti allo specchio le pagine dei libri. Non avevo tempo, dovevo accumulare.

Cosa? Soldi! Soldi per partire, io dovevo andarmene. Non mi riconoscevo più in quelle strade e nelle miei amicizie. Loro parlavano ed io non le sentivo. Ricordo solo l’ultima sera mentre la musica rimbombava nelle casse assieme ai loro racconti ed io con quel mojito in mano non facevo altro che ripetermi “C’è qualcosa di più e voglio scoprirlo”.

Ho dovuto attendere cinque anni per partire. Avevo fatto un primo tentativo a sedici anni quando cercai di convincere mia mamma a mandarmi in Germania a fare la gelataia. Non c’era niente da fare, per lei ero troppo piccola. Io invece scalpitavo. Le mie gambe si muovevano forsennatamente sotto i banchi di scuola. Non c’era verso, io sapevo solo vivere in movimento.  Cinque anni dopo lasciai il mio lavoro sicuro e ben pagato e me ne andai in Spagna. “Tranquilla mamma è solo per sei mesi”. Tornai dopo cinque anni e dopo aver vissuto in sei Paesi e viaggiato passando per tre continenti.

Perché vi racconto tutto questo? Perché quest’estate ho imparato ad apprezzare il tempo e le emozioni in sordina.

Ho imparato a leggere un libro senza aver fretta di arrivare all’ultima pagina, ho guardalato un film sperando che non arrivasse mai la fine, ho assaporato il piacere di sedermi su un balcone con un bicchiere di vino e un panino desiderando che quella serata non finisse mai.

I giorni dell'abbandono_ VeroHo atteso il 22 agosto perché uscisse il mio articolo sul mensile per il quale scrivo e non l’ho rimesso in borsa. Mi sono seduta, ho ordinato un caffè e ho letto.  Per mesi ho maledetto il mio tempo libero, perché la disoccupazione ti manda in tilt e ti fa sentire inutile. Oggi, mi ritrovo con gli stessi pochi euro nelle tasche ma consapevole che in questi due anni non mi sono fatta mancare nulla…in termini di emozioni ovviamente. Ho viaggiato e ho osservato, ho ascoltato le persone e ricominciato a fare loro domande. Ho rinnovato la mia curiosità di bambina e ho amato questo mio tempo a disposizione e la mia libertà.

Ed è con questo spirito che affronterò il mio ultimo viaggio estivo, verso la Basilicata dove mi attende il Festival delle Arti Umanistiche PSI.SO.FI. di Potenza il 1° settembre. Non so se viaggerò sola o in compagnia, so solo che voglio mettermi su un autobus e percorrere quelle strade aspettando il tramonto e guardando fuori dal finestrino, con la canzone giusta al momento giusto.

Questo libro mi ha fatto un grande regalo. Grazie a lui quest’anno ho visitato posti sconosciuti del Belpaese che nonostante tutto, fa ancora sognare. Ed io ora penso solo a godermi il viaggio…quel che sarà, sarà.

Buon ritorno cari lettori.

Alessia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...